LO SPLENDORE DEL REALE :

E' valorizzare l'essere amato nobilitandolo di giusta luce.
E' andare all'essenziale, verso l'anima del soggetto.
E', ancora, essere "pescatore di luna", cogliere il riflesso impercettibile
dell'altro, la sua evanescenza e la sua permanenza.


Nel 1966, GEORGES DUHAMEL, dell'Accademia francese, scriveva:

"Fernando Gualtieri ci porta una bella e radiosa sorpresa, dedica la sua arte a dipingere tutti gli oggetti: la natura morta, i ritratti, le composizioni…"

Questa felice scoperta si è confermata ad un livello internazionale in Canada, in Cina, in Giappone nei musei, nei centri culturali più importanti, dove è riconosciuto come maestro incontestato dello "Splendore del Reale". Prima di evocare il suo lungo percorso in Francia ed all'estero, tentiamo di comprendere questo pittore inafferrabile.

Gualtieri, quest'insolito catalizzatore di luce, dipinge il visibile e l'invisibile, il reale e l'irreale.
La sua anima si piega nella carne dei cristalli, dei tessuti, d'innumerevoli oggetti…

Con l’andare degli anni, le sue composizioni, sempre di grande misura, diventano via via più potenti ed esultanti. Sembrano create per impreziosire i musei.

In Italia, a Talamello, in provincia di Pesaro-Urbino, paese d’origine dei genitori e dei nonni dell'artista, la chiesa del XII secolo ospita un Cristo di Giotto. Il paese di Talamello si prepara a dedicare nell'anno 2002 un museo al pittore: il "Museo Gualtieri", dove sarà riunita gran parte delle sue opere di notevole dimensione.

Giubileo di un cammino artistico costruito da un autodidatta con la maturità della riflessione, con il suo dono creativo, senza limiti di tempo: mesi di creazione, a volte anche anni.

Ha festeggiato nell’anno 2000 il suo giubileo al Carrousel du Louvre a Parigi, con il patrocinio di Jacques Chirac, Presidente della Republica Francese e del Ministero della Cultura.

L'arte di Gualtieri è, e rimarrà, immortale ed universale.

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